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Rai Storia:

Domani, venerdì 30 giugno 2017, andrà in onda su Rai Storia “Ho scelto la prigionia”, un documentario dedicato agli Internati Militari Italiani firmato da Francesco Conversano e da Nene Grignaffini. Dopo l’8 settembre 1943 decine di migliaia di ufficiali, sottufficiali e soldati italiani sono stati catturati dai tedeschi che erano stati, fino a quel momento, i loro alleati. Oltre settecentomila sono stati i deportati in Germania e in Polonia e in ventimila sono morti nei campi di prigionia. A commentare questi atroci crimini di guerra è stata la storica Rossella Ropa: “Fu il prezzo drammatico pagato al fascismo e alle sue volontà di potenza e al contempo, il primo momento di resistenza” per la successiva scelta dei militari di rimanere prigionieri in Germania.

Durante la prigionia i tedeschi hanno sottoposto i militari italiani ad un trattamento punitivo: i militari italiani sono stati portati al limite dello sfinimento a causa della denutrizione. Il campo di concentramento diventa così per ognuno di loro il luogo della lotta per l’affermazione della dignità umana prima ancora di quella dell’essere soldati, il luogo in cui salvaguardare la propria identità, una sorta di luogo in cui praticare “l’educazione alla democrazia”, il momento in cui elaborare la crisi morale e materiale del proprio Paese, gli errori e le colpe del fascismo.

“Ho scelto la prigionia”, le foto di Vittorio Vialli.

Filo conduttore del documentario sono le immagini fotografiche scattate clandestinamente dal tenente Vittorio Vialli. Durante l’internamento, Vialli diventa una sorta di “fotografo clandestino” che gode della solidarietà dei compagni di prigionia e realizza una sorta di “reportage”, unico in tutta Europa. Sono quattrocentocinquanta scatti fotografici, sviluppati e stampati solo alla fine della guerra, all’interno dei quali è evidente un suo personale sguardo e “punto di vista” estetico e formale sull’avvenimento fotografato. La documentazione fotografica comincia il primo giorno della sua cattura, l’8 settembre del ‘43, e termina il giorno della sua liberazione, quando ritorna in Italia nel settembre del ‘45 e scatta l’ultima foto al Brennero. Attraverso le foto di Vialli, rivive la triste vicenda comune a centinaia di migliaia di prigionieri italiani; le sue fotografie raccontano la vita quotidiana dei soldati durante la prigionia, dalla lotta per la sopravvivenza fino al loro ritorno a casa. Il racconto è arricchito dai frammenti dei diari scritti da militari internati nei lager tra cui quello di Giorgio Raffaelli e dello scrittore Giovanni Guareschi, compagno di prigionia di Vialli. Le immagini di repertorio dei campi di prigionia e della guerra, sono un altro elemento di testimonianza di quella drammatica esperienza, mentre gli interventi di alcuni storici e le testimonianze di familiari degli ex-internati contribuiscono alla ricostruzione della memoria della vicenda.

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